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Appunti
- LE DISAVVENTURE DELLA STRUMENTALIZZAZIONE –
26.8.2009.
Quello della strumentalizzazione della fede religiosa, nei paesi a forte presenza cattolica, è uno spettacolo consueto, a proposito del quale gli esempi abbondano: così com’è consueto, nei medesimi paesi, il Kulturkampf o quanto meno il braccio di ferro tra istituzioni ecclesiali e governi laici. Qualcuno di noi ha ritenuto, nei decenni passati, che la progressiva laicizzazione della vita politica e culturale avrebbe progressivamente indotto al superamento di entrambi questi fenomeni. Chi ha creduto ciò si è sbagliato per due ragioni. Anzitutto per il fenomeno, caratteristico degli ultimi due-tre decenni, del "ritorno del Sacro" (che in alcuni casi è stato un "Sacro selvaggio", carico di elementi di fanatismo e d’intolleranza) nella vita comunitaria del pianeta: basti pensare ai fondamentalismi che hanno di recente inquinato fortemente si può dire tutte le principali religioni della terra. E poi per il fenomeno, sotto certi aspetti collegato col precedente, della “politicizzazione della fede” che in modi e forme diverse si è presentata nel nostro Occidente: si pensi ai casi dei neoconservatives o addirittura dei teoconservatives negli Stati Uniti d’America, o alla deriva che ha condotto alcuni gruppi catto-tradizionalisti dell’America latina o d’Europa, fino ad alcuni anni fa attestati su posizioni rigorosamente antimoderne e quindi antiprogressiste e antiliberiste, a convergere praticamente con i teocons americani in una visione religiosa ispirata a una decisa difesa delle “libertà” individuali e quindi di quello che un osservatore non certo di sinistra, il Luttwak, ha definito “turbocapitalismo”. Lo slittamento dall’apologia del “Sillabo” di Pio IX o quanto meno da una difesa della “dottrina sociale della Chiesa” ispirata a figure come quella di Giuseppe Toniolo alla complicità nei confronti delle lobbies multinazionali non è certo un salto da poco: ma chi ha qualche esperienza della letteratura di una certa estrema destra cattolica, anche italiana, ormai non se ne meraviglia piu da tempo.
Soprattutto a partire dall’indomani dell’ormai fatidico Undici Settembre, istanze del genere si sono intensificate: gran parte delle destre non ha esitato a salire sul cavallo dell’antislamismo, demagogicamente parlando giudicato suscettibile di portar lontano e di ramazzare simpatie e suffragi. Dalla “riscoperta delle crociate” alla difesa dell’identità cristiana contro la minaccia musulmana, il passo è stato tanto facile quanto breve. Ambienti politici “moderati” e conservatori, abituati a vivere e a prosperare sulla retorica anticomunista, si sono trovati naturalmente a convergere con piu ristretti ambienti “radicali”, tra i quali continuava ancora a circolare, magari implicitamente, il virus antisemita: e in piena concordia hanno individuato gli uni i “nuovi comunisti”, gli altri i “nuovi ebrei”, negli extracomunitari in genere, nei musulmani in particolare (ma all’occasione vanno bene anche gli albanesi, i rumeni, i rom e cosi via). I benpensanti conservatori e gli estremisti xenofobi hanno questo in comune: il bisogno di quel che Hannah Arendt ha definito il “nemico metafisico”.
Cio spiega non solo e non tanto la radicale svolta filoisraeliana e addirittura filosionista (il che non è la stessa cosa) di AN, che nel suo passato politico ha alcune cose da farsi perdonare e da far dimenticare; ma anche la ben piu evidente svolta socioreligiosa della Lega Nord, fino a qualche mese fa implicata in riti neopagani come il “sacrificio al dio Eridano” e che, di punto in bianco, sguinzaglia i suoi attivisti a tracciare sul muri delle città italosettentrionali scritte del tipo “Viva la Civiltà cristiana” e invita i prelati lefebvriani ai suoi meetings.
Cio spiega anche l’ostentato filocattolicesimo di cui in linea di massima si ammanta il berlusconismo, fedele al suo principio politico d’incarnare il benpensantismo italico, una realtà nella quale il conformismo filocattolico (o, come a suo tempo lo definì Pio XI parlando del fascismo, il “filocattolicesimo ateo”) ha un peso di estrema rilevanza. Ed ecco il ricatto di Berlusconi alla Chiesa. Ecco la sua richiesta d’appoggio motivata dalla sua difesa dell’ordine, della famiglia, della morale tradizionale contro aborto, eutanasia, sperimentazione biologica e via dicendo. Ecco i fenomeni pseudointellettuali abbastanza grotteschi come quello degli “atei devoti”.
Ma ci casca, la Chiesa cattolica? Con papa Giovanni Paolo II, che nel 2002 in Guatemala rese omaggio ai sacerdoti cattolici fatti ammazzare con la complicità della CIA per aver difeso i campesinos, pareva di no. Con l’arrivo al soglio pontificio del cardinal Ratzinger come Benedetto XVI, qualcuno ha sperato in interlocutori meglio disposti. Ma pare proprio che lorsignori si siano illusi. La Chiesa non può dimenticare i suoi principii di base, né venir meno ai suoi còmpiti e alla sua stessa struttura disciplinare. Dinanzi ai fautori della “Civiltà cristiana” che impongono una legge come quella della criminalizzazione dell’immigrazione clandestina, una legge che ha ormai mostrato apertamente il suo volto omicida, la Chiesa non può rinunziare al suo dovere di carità e di difesa dei deboli e degli ultimi. Dinanzi a un presidente del consiglio che ostenta la sua fede cattolica ma la vita privata del quale è secondo la disciplina canonica tanto disordinata da procurargli, in quanto divorziato risposato, la scomunica, e che – pur sapendo benissimo tutto ciò – ha la spudoratezza di cavalcare demagogicamente la Perdonanza di Celestino V all’Aquila, la Chiesa non può che ribadire pacatamente ma fermamente i limiti oltre i quali non si ha più il diritto di dirsi cattolici e oltre i quali la strumentalizzazione della fede religiosa, condannabile sempre, diviene esplicitamente condannabile.
Tutto ciò rende d’altronde, in questa commedia di contraddizioni, perfettamente comprensibile anche il fatto che alcuni settori di una destra fino a ieri paladina ostentata del cattolicesimo si schierino oggi a difesa dello stato laico, mentre altri chiedono la revisione del concordato: dove la carota della genuflessione a costo zero non paga politicamente piu, si puo ben rispolverare il bastone cavouriano se non addirittura bismarckiano-crispino-massonico. La borghesia europea è, da oltre due secoli, maestra in questi giochi di prestigio. E si spiega d’altronde come Bersani, dialogando con “Comunione e Liberazione”, sottolinei la convergenza obiettiva tra istanze cristiane e istanze proprie del socialismo, o almeno di quanto di esso rimane nella sinistra. E forse appunto, proprio alla luce dei mostriciattoli che la destra del nostro paese è stata capace di partorire negli ultimi tre lustri, un bell’esame reciproco di coscienza tra cattolici e sinistra sarebbe auspicabile.
Franco Cardini
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